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sabato 25 febbraio 2012

Il quadro politico per il dopo Monti

Su una cosa tutti gli osservatori politici sono d'accordo e cioè che, quando sarà terminata l'esperienza di questo esecutivo, la politica italiana non potrà più essere come prima.
Il governo Monti ha infatti segnato una discontinuità rispetto a quelli passati ormai irreversibile, da vari punti di vista, dimostrando che:
-  si può fare politica in modo diametralmente opposto a quello, rissoso, inconcludente e di basso profilo che ha caratterizzato gli ultimi due decenni. Anche se il governo è formalmente "tecnico", non c'è nulla di più politico dei provvedimenti, spesso incisivi, che sta prendendo
-  la forma, in politica, è anche sostanza: la correttezza dei comportamenti, la frugalità, la trasparenza sono fattori che pagano sia in termini di consenso interno (dimostrato dai sondaggi) sia nel contesto internazionale ( dimostrato dall'unanime apprezzamento di rappresentanti istituzionali e della stampa esteri).l
- anche l'Italia può affrontare senza timidezze il tema della "grande coalizione" che è la formula adottata dal Paese europeo di maggior potenza e successo: la Germania. E' vero che le condizioni in cui si è formata la grande coalizione all'italiana, che aggrega partiti fino a ieri acerrimi nemici, è il frutto di condizioni eccezionali: il rischio di default del Paese, che avrebbe spazzato via  l'intera classe politica, se questa non avesse saputo fare un passo indietro. Ma la strada percorsa insieme dalle forze che sostengono il governo dimostra che anche da noi le cose possono cambiare.

 L'attuale esperienza politica ha creato le basi per la formazione di un nuovo partito che segua sostanzialmente le orme del Governo Monti e sia guidato, se non da lui, da un altro esponente di spicco dello stesso. Questo nuovo partito, effettivamente e non solo a parole liberista, si collocherebbe al centro dello schieramento politico e costituirebbe la base per le future coalizioni di governo.  Sarebbe il frutto di un complesso processo di scomposizione e ricomposizione delle attuali forze politiche Vi potrebbero confluire il PDL o quelle sue parti insofferenti alla coabitazione con la  componente ex Alleanza Nazionale, che ha una spiccata  vocazione statalista, la parte del  PD  più attenta alle ragioni della concorrenza e della libertà d'impresa in un contesto globalizzato, mentre la parte più orientata alla difesa dello stato sociale tradizionalmente inteso potrebbe fondersi o collegarsi con forze attualmente fuori dal Parlamento, come SEL, ma che vi rientreranno visto il consenso accumulato. Il Terzo Polo sarebbe una componente centrale di questo partito e ciò coronerebbe la lunga corsa intrapresa da Casini con l'uscita dalla coalizione del centro-destra.In questa scomposizione- ricomposizione delle forze politiche giocherebbe un ruolo rilevante anche la componente cattolica dei diversi schieramenti, che ha sofferto la diaspora e aspira non ad un "partito dei cattolici" ma ad una convergenza di forze d'ispirazione cristiana.
In questo contesto la Lega sarebbe in difficoltà per le sue posizioni di strenua difesa di interessi corporativi ( è embleatica al riguardo la vicenda delle quote latte) e quindi potrebbe essere marginalizzata in un quadro politico che punterebbe al recuperò di competitività del sistema Paese coniugando forti liberalizzazioni con una "rete di protezione" sociale  che consenta di tutelare i lavoratori nelle fasi di transizione, ma non i singoli posti di lavoro. l'IDV, recentemente caratterizzata da oscillazioni fra diverse posizioni politiche, dovrà decidere come coniugare  la protezione di fasce deboli con le esigenze poste dalla necessaria ripresa di competitività del sistema produttivo.
Anche se la partita fra le diverse "anime" dei principali partiti è ancora tutta da giocare e ne sono testimonianza le forti tensioni che attraversano sia il PDL che il PD, sembra esistere un accordo di massima fra le principali forze politiche per disegnare un nuovo quadro istituzionale che favorisca, attraverso meccanismi quali la sfiducia costruttiva , il potere per il premier di nomina e revoca dei ministri , la fine del bicameralismo perfetto e una significativa soglia di sbarramento per l'ingresso dei partiti in Parlamento, una maggiore governabilità, che è la "conditio sine qua non" per riportare l'Italia nel novero dei  Paesi moderni, dal quale ha  rischiato di uscire definitivamente.

mercoledì 22 febbraio 2012

Secondo appello ai Consiglieri della Regione Lombardia

Successivamente all'appello inviato al Consiglio Regionale e pubblicato nell'ultimo post, vi è stata una positiva evoluzione ad opera della Commissione Territorio che ha corretto una delle ragioni di illegittimità costituzionale del progetto di legge  sul "Piano Casa". Resta aperto, però, un altro importante aspetto, che ha indotto la Rete dei Comitati a formulare un secondo appello, riportato di seguito nelle sue due parti.
E' auspicabile che la Regione Lombardia si conformi pienamente a quanto disposto dalla Corte Costituzionale onde ristabilire un corretto rapporto interistituzionale e garantire i diritti dei residenti nelle aree interessate da nuovi interventi edilizi.
Anche questo può essere un utile contributo a fare dell'Italia un "paese normale".


Rete dei Comitati per la Qualità urbanistica

Milano , 22 febbraio 2012


Appello ai Signori Consiglieri Regionali della Lombardia

Alleghiamo alla presente una nota che contiene alcune considerazioni sull’evoluzione del PDL 133 della Regione Lombardia, inerente il “Piano Casa”, a integrazione del primo appello sullo stesso tema , datato 7 febbraio  e fatto pervenire  sia in forma cartacea che elettronica.
Il documento, prendendo positivamente atto delle variazioni apportate dalla Commissione Territorio in merito alle costruzioni “fuori sagoma”, segnala l’esigenza di  un’ulteriore modifica al fine di rendere il PDL predetto pienamente aderente alle indicazioni date dalla Corte Costituzionale nella sua sentenza 309 del 21 novembre 2011 circa il rispetto della tipologia degli interventi edilizi  prevista dall’art.3 del d.P.R. 380 del 2001.
Chiediamo ai Signori Consiglieri di  esprimersi in modo favorevole alla modifica segnalata onde evitare il protrarsi del conflitto fra la Regione e le Istituzioni Centrali dello Stato.
Con i migliori saluti.
Il portavoce
Roberto Barabino

Rete dei Comitati per la qualità urbanistica

Evoluzione del PDL 133

La versione approvata dalla Giunta regionale  lombarda conteneva due profili di illegittimità costituzionale:
1 – la possibilità di costruire senza vincolo di sagoma, che confliggeva con la sentenza 309/2011 della  Corte Costituzionale.
Questo aspetto è stato corretto dalla Commissione territorio nella riunione del 13/2/2012, con adeguamento al decreto statale 70 /2011  che prevede solo gli adeguamenti necessari ad armonizzare l’edificio con quelli preesistenti
2 – l’ambiguo utilizzo dell’espressione “sostituzione edilizia” quasi che tale dizione costituisse un’autonoma tipologia  di intervento.
Questo aspetto non è stato ancora corretto e dovrà esserlo in sede di discussione in Consiglio, pena la certa impugnazione e l’altrettanto certa bocciatura di tale disposizione.  Non va infatti dimenticato che la ragione fondamentale della dichiarazione di incostituzionalità di parte della Legge regionale 12 /2005, è che la Regione era entrata in un territorio di esclusiva competenza dello Stato, quello appunto  della definizione delle categorie di interventi.
Come  la Corte  ha indicato , nella sua sentenza, al punto 2.2. delle considerazioni di diritto, l’art 3 del d.P.R. 380 del 2001:
“include, nella definizione di “ristrutturazione edilizia”, gli interventi di demolizione e ricostruzione con identità di volumetria e di sagoma  rispetto all’edificio preesistente….Quindi  un intervento di demolizione e ricostruzione  che non rispetti la sagoma dell’edificio preesistente…..configura un intervento di nuova costruzione e non di ristrutturazione edilizia”.
Le cose dovranno essere chiamate con il loro nome: gli interventi eccedenti il vincolo  di sagoma, sia pure per armonizzare il nuovo edificio rispetto agli edifici preesistenti, sono da classificare come nuove costruzioni, anche ai fini degli standard edilizi da rispettare.

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venerdì 10 febbraio 2012

Conflitto fra Stato e Regione Lombardia

Pubblico l'appello rivolto ai Consiglieri regionali della Lombardia dalla Rete dei Comitati per la Qualità urbanistica ( di cui sono portavoce),  un'associazione fra gruppi di cittadini che si battono contro lo scempio urbanistico in atto a Milano e nella Regione. L'appello manifesta l'evidente contrasto fra una recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha bocciato alcune norme regionali in materia di edilizia e un Progetto di Legge, attualmente in discusssione, che vorrebbe reintrodurre le norme dichiarate incostituzionali.
Si viene così a creare un conflitto potenzialmente dirompente fra organi centrali e periferici dello Stato.
Dato che la normativa in oggetto è quella relativa al Piano Casa, la problematica descritta potrebbe esistere in altre regioni, considerando la rilevanza nazionale del tema. Invito i lettori di altre parti del Paese, che fossero al corrente di situazioni analoghe a comunicarmelo via mail all'indirizzo: retecomitatiqualitaurbanistica@gmail.com




Rete dei Comitati per la Qualità urbanistica

APPELLO AI CONSIGLIERI REGIONALI CONTRO LA PROPOSTA DI LEGGE DELLA REGIONE LOMBARDIA
 SUL PIANO CASA

-         Con sentenza n. 309 del 21 novembre 2011 la Corte Costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale della Legge Regionale N. 12  del 2005 per il Governo del territorio nella parte in cui esclude  l’applicabilità del limite di sagoma alle ristrutturazioni edilizie mediante demolizione e ricostruzione e la norma della Legge Regionale N.7 del 2010 che prevedeva  la disapplicazione di diverse norme dello Stato in materia  edilizia.
Le motivazioni della sentenza sono le seguenti:
           
·        La definizione delle categorie di interventi edilizi è competenza dello Stato in quanto in conformità ad esse è disciplinato il regime dei titoli abilitativi, nonchè  agli abusi e alle relative sanzioni.

·        Se il legislatore regionale avesse discrezionalità in questa materia , la difformità normativa che si avrebbe fra le diverse regioni  produrrebbe rilevanti ricadute sul “paesaggio”
Tale sentenza è una chiara dimostrazione del fatto che la Regione Lombardia ha travalicato i suoi poteri e un’ indicazione a conformarsi ai principi fondamentali del diritto e alle norme dello Stato.

-         Invece di rispettare tali indicazioni la Regione, con il  Progetto di Legge  n. 133 del 2011  approvato dalla Giunta e in procinto di essere sottoposto al voto del Consiglio,  prevede  nuovamente  che, negli  interventi di  “sostituzione edilizia”, la ricostruzione possa avvenire senza vincolo di sagoma e con diversa allocazione entro il lotto di riferimento.
Questa norma viola i principi che stanno alla base delle predette motivazioni in quanto:

·        fa riferimento ad una categoria d’intervento, la “sostituzione edilizia”, inesistente nella normativa statale che disciplina la materia  (art. 3 del D.P.R. n.380 del 2001)

·        apre lo spazio ad abusi edilizi in quanto prevede la totale abolizione del vincolo di sagoma, mentre il decreto legge statale n. 70 del 2011
consente unicamente  “le modifiche della sagoma necessarie per l’armonizzazione con gli organismi edilizi esistenti”
Che la volontà della Regione fosse e sia quella di travalicare le proprie competenze lo dimostra con chiarezza quanto dichiarato nella riunione del 1/12/2011 della Commissione Territorio della Regione Lombardia, un esponente della stessa, l’Avv. Sala.
Circa il pronunciamento della Corte ha affermato:
“La sentenza della Corte costituzionale certamente va a colpire una delle innovazioni più significative della legge regionale numero 12, e cioè la possibilità di ricostruire a seguito di demolizione senza rispettare la sagoma dell’edificio preesistente. Una scelta che il legislatore regionale compì nel 2005 in modo consapevole, attaccata poi dal TAR e difesa dal legislatore regionale successivamente con una norma di interpretazione autentica”.
E, per quanto concerne il vincolo posto dal decreto legge n. 70/2011 sopra citata:
 Andiamo oltre questo principio del decreto legge numero 70 e diciamo chiaramente…che  la costruzione può avvenire senza vincolo di sagoma…”.

LA NORMA REGIONALE CHE ESCLUDE IL RISPETTO DEL VINCOLO DI SAGOMA, USCITA DALLA PORTA A CAUSA DELLA SENTENZA DELLA SUPREMA CORTE RIENTREREBBE  QUINDI DALLA FINESTRA DOPO POCO TEMPO, IN TOTALE SPREGIO DELLA PREDETTA SENTENZA, DEL BUON SENSO E DEGLI INTERESSI DELLA COLLETTIVITA’ ED  A VANTAGGIO OGGETTIVO DEGLI SPECULATORI CHE, GIA’ CON IL PRIMO PIANO CASA, HANNO FATTO NOTEVOLI DANNI URBANISTICI POTENDO DEROGARE  ALLA NORMATIVA VIGENTE ANCHE IN TERMINI  DI  VOLUMETRIE.
CON IL NUOVO PROGETTO DI LEGGE  LE DEROGHE VERREBBERO ULTERIORMENTE AMPLIATE

Oltre che un grave  e intollerabile sgarbo istituzionale, questa proposta è un   oltraggio ai cittadini che hanno già dovuto subire molti interventi edilizi impropri  in diverse aree urbane e che, a Milano in particolare, hanno  anche sofferto e stanno soffrendo per un  insensato piano di costruzione di box sotterranei che ha  portato alla devastazione di vie e piazze della città e messo a grave rischio la stabilità degli edifici.  E’ possibile anche vedervi gli estremi dell’eccesso di potere e dell’abuso d’ufficio, civilmente e penalmente sanzionabili.
Su questo progetto di legge si sono già espressi negativamente anche gli ordini degli architetti che hanno dato, in un loro documento,  questo giudizio: “In estrema sintesi il documento dimostra come il PdL 133 in oggetto sia fondamentalmente non condivisibile in quanto, proprio perché non basato su un attento monitoraggio degli effetti dei precedenti dispositivi di legge (segnatamente della l.r. 16 luglio 2009, n.13) e su un’accurata valutazione del contesto economico in atto, rischia di incentivare ulteriormente la produzione edilizia residenziale, già sovrabbondante, in un momento che richiede interventi di stimolo altamente selettivi”.
In base a quanto precede
 I  COMITATI DEI CITTADINI  CHE ADERISCONO ALLA RETE DICONO BASTA AGLI ABUSI EDILIZI E ALLO SCEMPIO URBANISTICO E CHIEDONO AL CONSIGLIO REGIONALE DI NON APPROVARE IL PROGETTO DI LEGGE N. 133, SIA PER QUANTO CONCERNE L’ABOLIZIONE DEL VINCOLO DI SAGOMA, SIA PER L’AUMENTO DELLE VOLUMETRIE.
Si riservano inoltre  di agire in tutte le sedi opportune ( politica, istituzionale, giudiziaria) al fine di vedere rispettati i loro diritti e i principi costituzionali ribaditi dalla Suprema Corte.
Milano, 7 FEBBRAIO 2012


sabato 28 gennaio 2012

Liberalizzazioni:la parola ai lettori

Il tema del post, suggerito da un frequentatore del blog è, come ha detto un altro partecipante, "quello all'ordine del giorno". Condivido l'opinione, espressa in un commento al post precedente, che il Governo stia facendo un ottimo lavoro ma che "nessuno è perfetto".
Ben venga, quindi, una riflessione critica e, magari, propositiva al riguardo. Pubblico i contributi di tre lettori, che sono diversi per taglio e tematiche trattate ma che pongono quesiti appropriati. Chiedo agli altri lettori di esprimersi in merito.

Professione forense
Il decreto "liberalizzazioni" comporterà l' abolizione del "tariffario" forense che stabilisce, per ogni attività compiuta dall' avvocato, un minimo ed un massimo .
Chiunque abbia un minimo di conoscenza del lavoro dell' avvocato, sa che per la predisposizione degli atti, ad esempio un precetto, devono essere indicate le voci di spesa di cui si chiede il pagamento.
Queste voci erano quantificate dal tariffario.
Con l' abolizione come verranno  redatti tutti questi atti?
Come verrà quantificato il " preventivo" di cui si parla, al cliente?
In caso di richiesta giudiziale di parcelle non pagate , come verranno liquidate dal giudice?
Come si determineranno le spese nelle procedure esecutive ora che non esiste più alcun parametro?
Sono tantissimi i casi in cui non si saprà come fare a portare avanti l' attività lavorativa.
Certamente non avrà mai avuto questo problema il Ministro che l' ha proposto, che ha come clienti politici e banche.
La vera liberalizzazione consisterebbe nell' abolizione dell' esame di stato e quindi un mercato aperto ai giovani, garantendo però a tutti una certezza nella determinazione del compenso.
Inoltre per tutte le categorie di lavoratori autonomi esiste un tariffario , vedi ad esempio quello delle Camere di Commercio.
A livello pratico si verrà a creare una situazione di paralisi totale non essendo di fatto possibile quantificare le spese nei vari atti dei procedimenti giudiziari.

Marina Colombo, avvocato

Imprese a partecipazione statale.

Si sta parlando molto, e giustamente, delle liberalizzazioni del nuovo governo Monti, che prevedono anche la privatizzazione delle imprese pubbliche, o la riduzione della loro partecipazione sotto il 40%, ma, a mio avviso, in un mondo di "diversamente onesti", questa cura è peggio della malattia.Secondo me le "imprese miste" sono molto pericolose, anche senza la maggioranza azionaria, perchè, oltre ad ingerenze di ogni tipo, tra gli interessi pubblici e quelli privati sono sempre i primi a farne le spese : gli utili sono privati e i debiti sono sempre pubblici.E' molto più logica una separazione netta tra chi lavora per lo Stato e chi per conto proprio, evitando di perstare il fianco ai soliti "furbetti del quartierino".   Non solo, sarebbe anche auspicabile che tutti i dipendenti dello Stato lavorassero 8 ore al giorno come tutti gli altri lavoratori, eliminando un ingiusto privilegio, fonte anche di doppio lavoro, nella migliore ipotesi in nero.    Si otterrebbe così un vero e consistente risparmio nelle spese dello Stato, diminuendo quella pletora burocratica che ci schiaccia.

Ermanno Pirola.


Stiamo attenti a chi aspetta di essere chiamato!!!

Centinaia di migliaia di pensionati e di persone vicine alla pensione 
non si sono stracciate le vesti, ne hanno bloccato l'Italia , anche se 
hanno perso i pensionati migliaia di euro ed i pensionandi almeno tre 
anni di pensione per un totale da 50.000 a più di 100.000 euro. Perchè 
le categorie ristrette ma rumorose perchè utilizzate o molto vicine  a 
professionisti, politici  e giornalisti devono fare tanto caos ? Che 
ci sia qualcuno che a parole è d'accordo ma aspetto che lo chiamino 
!!!. Lui ha i suoi canali ( la base del suo partito che ha sempre 
pensato al proprio particolare) . Stiamo attenti che vogliono tornare 
al potere anche se l'Italia va a picco.

Alfredo

domenica 22 gennaio 2012

Notizie sul Blog - N° 1

Fornisco alcune informazioni utili a favorire una migliore interazione con e fra i lettori e mi riprometto di ripetere l'esercizio, con altri contenuti, in futuro:

1 - PUBBLICO

Fin dai primi post, pubblicati nel giugno 2011, mi ha incuriosito il fatto che gli stessi fossero visitati non solo dall'Italia ma anche dall'estero. La spiegazione che mi sono data, al riguardo, è che si trattasse di destinatari delle mie mail (fra cui vi sono, ad esempio, manager, politici e giornalisti) che, trovandosi all'estero, guardassero il sito con apparecchiature mobili.
Il fenomeno si è progressivamente ampliato, tanto che il blog è attualmente  visto in tutti i continenti ed in molti paesi che cito nell'ordine di frequenza dei contatti totali finora realizzati : Italia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Lettonia, Federazione Russa, Brasile, Francia, Belgio, Romania, Svizzera, Egitto, Ucraina, Argentina, Indonesia, Ungheria, Malesia, Cina,  Kazakistan, Australia, Messico, Spagna.
Probabilmente questo fenomeno è dovuto al fatto che mando le mie mail anche a persone che scrivono lettere a quotidiani che hanno un'ampia diffusione, sia nazionale che internazionale. Ma è possibile che l'accesso al blog avvenga direttamente dalla rete.

Pregherei i lettori residenti all'estero di farmi sapere, via mail o quando pubblicano i loro commenti, da che Paese scrivono e come hanno saputo dell'esistenza del blog; qualcuno lo ha già fatto dall'Argentina e dal Brasile.

2 - ACCESSO AL BLOG

Ogni volta che pubblico un post ne mando informazione a coloro che fanno parte del mio indirizzario mediante una comunicazione  che contiene anche il link per connettersi direttamente al blog. Dato che la cadenza dei miei post non è predefinita (sono stati finora alcuni al mese, con frequenza mensile  da 2 a 6), l'informazione via mail evita ai destinatari di doversi connettere per verificare se ci sono nuovi post.
Questo problema invece è presente per i lettori che non rientrano nella mia "mailing list".Invito pertanto coloro che sono in questa situazione di farmelo sapere tramite mail al seguente indirizzo : robertobarabino@alice.it
dalla stessa rileverò il loro indirizzo che potrò inserire nella mia lista, in modo da far avere puntuali e tempestive informazioni.

3 - COMMENTI

I commenti possono essere inviati in due modi:

- cliccando sulla parola "commenti" che si trova in fondo a ciascun post e poi scegliendo l'identità con cui presentarsi; se si sceglie la voce "Anonimo" è opportuno firmare comunque il commento con il proprio nome o con un soprannome, per poter collegare il testo ad eventuali altri commenti dello stesso autore.

mandandomi una mail con le proprie osservazioni; provvederò io alla pubblicazione del commento . Finora ho sempre chiesto, a chi mi ha scritto, se non avesse niente in contrario alla pubblicazione. D'ora innanzi, per evitare troppa corrispondenza, mi riterrò automaticamente legittimato a pubblicare, salva diversa indicazione, le mail che riceverò, indicando come identità dell'autore, sempre salva diversa indicazione, quella con cui è firmata la mail ( nome e cognome, solo nome o soprannome)

4 - RICEZIONE AUTOMATICA DEI POST E DEI COMMENTI

Come avrete notato, nella parte in alto a destra del blog compare la sezione "Unisciti a questo blog" E' questa la modalità più semplice e sicura di essere immediatamente informati sui nuovi post e sui relativi commenti.  Essa richiede il possesso di un account Google.
Per chi non lo avesse, segnalo che lo stesso si può facilmente  e gratuitamente ottenere collegandosi al sito di Google con il seguente link:

http://www.google.it/

e cliccando, tra le scritte blu in alto a destra, sulla parola "accedi".

 Nella pagina che si apre, cercare in basso a destra il riquadro "non disponi di un account Google?" e cliccare sulla scritta "crea un account ora". Così facendo si apre una pagina con alcuni campi da compilare: indirizzo email, password di almeno 8 caratteri ( lettere maiuscole o minuscole, numeri e caratteri speciali), che va inserita due volte per controllo, località.
Viene quindi richiesto di inserire alcuni caratteri deformati nell'apposito spazio intitolato "verifica parole". Bisogna poi spuntare la scritta "accettiamo le condizioni" e premere sul tasto "accetto. crea il mio account".
Successivamente si riceverà una mail con un link, cliccando sul quale la registrazione sarà completata e l'account creato.

5 - MODALITA' D' INTERAZIONE

Dato che il mio blog vuole favorire un dialogo a più voci, invito tutti i lettori ad esprimere le loro opinioni non soltanto commentando i miei post ma anche rispondendo ai commenti di altri lettori. In questo modo si avrà uno scambio più ricco ed un'autentica conversazione. Chiedo anche agli interessati di farmi sapere su quali temi gradirebbero avviare un dibattito; qualcuno lo ha già fatto.

Infine, d'ora innanzi, si adotterà la convenzione linguistica consistente nel "darsi del tu", per una più fluida e informale comunicazione.

6 - LUNGHEZZA DEI POST

Un lettore mi ha segnalato che, a suo avviso, i miei post sono troppo lunghi e che ciò può far desistere dalla completa lettura, suggerendo anche un eventuale riassunto iniziale. Escluderei di fare un riassunto perchè la lunghezza dei post non mi sembra tale da giustificarlo, Tuttavia gradirei sapere, da altri lettori, cosa pensano al riguardo e se ritengono opportuno segnalarmi un numero di righe ottimale.



Ringrazio fin d'ora per la collaborazione.

sabato 14 gennaio 2012

Lega: ricambio al vertice o scissione

Nel mio precedente post (L'"harakiri" della Lega) ho sostenuto la probabile debacle elettorale ed anche la possibile sparizione della Lega dal panorama politico parlamentare, il che ha suscitato perplessità in alcuni lettori.
Ho anche ipotizzato l'eventuale scissione di questo Partito.

Ora leggo sulla stampa notizie che rendono possibili tutti questi scenari.

Nella votazione che ha salvato dal carcere Cosentino, si è evidenziata l'ormai insanabile spaccatura fra il "cerchio magico" dei fedelissimi bossiani e il gruppo dei "maroniani" che seguono l'ex Ministro dell'Interno. Maroni ha testualmente dichiarato dopo il voto " A questo punto io rappresento la linea dell'opposizione interna: nel gruppo dirigente ho pochi alleati, ma nella base i rapporti di forza s'invertono; ecco perchè occorre celebrare al più presto i congressi". E ha aggiunto "o c'è una svolta oppure il movimento finirà a causa dei pretoriani che stanno intorno a Bossi....l'unica cosa che escludo  è uscire dalla Lega per fare un'altra cosa".
Infine: " senza una svolta finiremo come Rifondazione Comunista, un partito di nicchia, un partito avvizzito.....occorre mettere in moto il cambiamento o la sconfitta sarà definitiva".

Come si vede è da un autorevole esponente leghista che vengono confermate sia l'ipotesi della debacle, sia  quella della possibile uscita dal parlamento, come è avvenuto, appunto, per Rifondazione.

Maroni dichiara, invece di non voler lasciare la Lega per fondare un altro partito; tale dichiarazione è  necessaria al fine di  poter combattere la battaglia interna per la leadership, ma a questo passo estremo potrebbe essere costretto da chi ancora detiene l'ultima parola nella lega, cioè Bossi. E ciò perchè, in un partito che non ha fatto un congresso  nazionale negli ultimi dieci anni, è assai improbabile che si accetti di farlo quando il "sentiment " della base è tutto a favore di Maroni.
Senza il congresso la scissione sarebbe inevitabile anche perchè gli umori della base sono inequivocabili. Basta citare alcuni messaggi di leghisti comparsi sui social network o lanciati attraverso Radio padania: dal divertente " Camorra Ladrona, la Lega ormai perdona" al più articolato " Sono stato preso per i fondelli da questi capoccia leghisti che nelle nostre piazze condannano Roma Ladrona  e poi fanno queste porcate. Mai più. Mai più". Altro esempio " abbiamo votato Lega ma dopo questa giornata  chiediamo scusa all'Italia e a tutti gli Italiani, Mai più ai conniventi con i mafiosi i nostri voti e state tranquilli: presto si andrà alle elezioni e ve ne accorgerete". Infine " Bobo, non ci deludere, mandiamo a casa il vecchio Bossi, ce ne ha fatte ingoiare troppe! Se ci deve essere la scissione, ben venga!"
Va detto, al riguardo, che la definitiva rottura fra i  due leader potrebbe materializzarsi già in occasione della prossima manifestazione di piazza della Lega, prevista a Milano il 22 gennaio.

Entrambi gli scenari (ricambio o scissione) potrebbero dare una scossa all'attuale decrepito sistema politico italiano perchè Maroni, come ho già scritto in altre occasioni, è uomo credibile e di spessore, che riscuote consensi in un vasto arco elettorale. Sarebbe in grado di calamitare una larga parte dei moderati di centro destra delusi dallo screditato asse Berlusconi-Bossi e potrebbe persino pescare qualcosa nell'area dei progressisti delusi dalle incertezze del PD e non attratti dalle forze alla sua sinistra.
Maroni potrebbe anche trasformare il velleitario  e fallimentare  "Partito del Nord", che non potrà mai superare, per questa sua connotazione, il 10/12% dei voti a livello nazionale, in un serio "Partito federalista" con maggiori ambizioni, capace di  tutelare le  differenti esigenze territoriali in uno schema nazionale unitario, non "servo di Roma" ma frutto della "collaborazione competitiva" fra diverse aree territoriali.

E' finito il tempo dei riti celtici, della "nazione padana", della secessione. E' il tempo di costruire un  centrodestra degno di questo nome, non succube dei leader, e un dinamico stato federale. Alla vecchia Lega ormai superata resta comunque il merito storico  di aver concepito l'idea federalista, anche se, per il suo provincialismo, è stata incapace di realizzarla.

martedì 3 gennaio 2012

L'"harakiri" della Lega

Da quando non è più al governo la Lega si è imbarcata in una pericolosissima avventura: tentare di "recuperare la verginità" lanciandosi a testa bassa contro il governo e le istituzioni.
Per fare ciò ha rispolverato alcuni suoi tradizionali, ma ormai frusti, cavalli di battaglia come la secessione,  il "celodurismo"e  il parlamento padano, ed ha ripreso toni polemici sguaiati, gratuitamente offensivi ed anche ridicoli, come lo striscione esposto al senato "Governo ladro", quasi che il precedente esecutivo, di cui la Lega era parte fondante, non avesse fatto manovre pesantissime, ma purtroppo  tardive e incerte e, quindi, inefficaci.
In questa deprimente campagna denigratoria si sono particolarmente distinti Bossi, che ormai sa esprimersi solo a suon di pernacchie e il solito Calderoli che crede di fare lo spiritoso paragonando il  discorso di fine anno del Capo dello Stato a quello dell'immondo Cetto la Qualunque.
 Maroni ha tentato di spiegare in una lettera al Corriere il diritto della Lega, come partito che non supporto l'attuale governo, a fare "un'opposizione frizzante": il punto è che l'azione della Lega non è affatto frizzante ma soltanto penosa e assolutamente controproducente.

Può stupire il fatto che questo partito,  al quale in passato è stata riconosciuta una capacità di sintonizzarsi con gli umori profondi di una significativa parte di elettorato, non si renda conto che il "sentire del popolo" è totalmente contrario alla risibile sceneggiata che sta mettendo in atto.
Le dichiarazioni brutali, a volte deliranti,  dei suoi leader costituiscono un'offesa non solo verso le istituzioni ma anche nei confronti dei cittadini che sono chiamati a forti sacrifici e che chiedono alle forze politiche comportamenti seri e responsabili, anche se si trovano all'opposizione
E' finito il tempo del "teatrino della politica":  bisogna dare atto a quasi tutti i partiti di aver saputo fare un passo indietro a fronte della terribile emergenza che dobbiamo affrontare e di aver opportunamente abbassato i toni del dissenso, pur non facendo mancare rilievi critici sui provvedimenti del governo, soprattutto in merito ad equità e crescita.
Personalmente credo che la Lega abbia assunto l'attuale deriva estremista soprattutto per disperazione, rendendosi conto di non avere le capacità e le risorse per produrre reali cambiamenti ( la vicenda del federalismo è illuminante a questo riguardo).
Il tentativo di raccattare consensi sollecitando l'inquietudine e sfruttando il malessere prodotto dalla crisi, potrà forse avere un certo successo nella sua base militante, ma allontanerà definitivamente dalla Lega quella parte dell'elettorato moderato che aveva votato per questa formazione politica  come "male minore", non riconoscendosi più nel PDL piegato alle esigenze personali del suo leader.
Che le elezioni si facciano alla loro scadenza naturale o che vengano  anticipate (cosa improbabile), la Lega subirà certamente un pesante ridimensionamento elettorale e, se dovesse proseguire nelle stessa insensata direzione, rischierebbe nelle elezioni successive di scomparire dal quadro politico parlamentare, come è avvenuto per le forze estremiste della sinistra  che avevano, fino al 2006, un consenso paragonabile a quello attuale della Lega e che, nel 2008, non hanno ottenuto alcun seggio in Parlamento. E' vero che allora queste forze si presentarono separate e non superarono per questo  motivo la soglia di sbarramento, ma un'elettorato stufo delle buffonate potrebbe fare brutte sorprese anche ad una Lega unita, non escludendosi, peraltro, che la stessa possa scindersi di qui ad allora.

Converrà, quindi, ai leader di questo partito, rivedere le loro posizioni disfattiste finchè sono in tempo ad evitare la catastrofe.