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giovedì 11 ottobre 2018

Le regole del gioco nella nuova competizione politica





Nel corso del dibattito sul precedente post ho scritto, rispondendo ad un commento:
“Mi stupisce che la stampa non si renda conto che nessuno potrà battere i pentaleghistii se non scenderà nella nuova arena politica, che ha due paletti precisi:

- Implica il rispetto della sovranità statuale o sovrastatuale, come antidoto ad una globalizzazione selvaggia. Sembrano essersene accorti, sia pure in modo un po’ contradditorio, i sette esponenti progressisti europei, fra cui Renzi, che hanno lanciato un appello antipopulista e antisovranista in cui fanno però esplicito riferimento all’Europa sovrana.

- Comporta il superamento delle logiche meramente di parte: i cittadini, non solo italiani, sono stu fi di pseudo soluzioni più o meno ideologiche che portano l’acqua solo al mulino di alcuni.”
Mi sembra opportuno chiarire meglio cosa intendo per “nuova arena politica” e lo farò aiutandomi con una metafora calcistica. In uno stadio le due squadre si collocano rispettivamente sul lato destro e sinistro, si dirigono verso la porta avversaria e la vittoria va a chi fa più gol, di solito attraverso il dominio del centrocampo. La vecchia politica aveva uno schema analogo: sul lato destro si collocavano i capitalisti e coloro che erano interessati alla conservazione dell’esistente; sul lato sinistro stavano i lavoratori e coloro che volevano cambiare il sistema. L’obiettivo era sconfiggere l’altro blocco sociale e la vittoria spettava a chi, conquistando il centro cioè la classe media, otteneva più voti.
Nelle nuova arena politica la competizione non è più fra destra e sinistra ma fra sopra e sotto . Sopra stanno i turbocapitalisti planetari (l’1% della popolazione che possiede il 99% della ricchezza) e coloro che sono da essi beneficiati; sotto stanno le comunità nazionali che vengono bypassate e strumentalizzate dai turbocapitalisti attraverso l’evasione e l’elusione fiscale e mediante  potenti azioni lobbistiche. L’oggetto del contendere non è più la distribuzione della ricchezza prodotta fra capitale e lavoro, bensì  la lotta fra l’omologazione (di idee,stili di vita, modelli di consumo, ecc.) nonchè il controllo dei comportamenti individuali e collettivi, anche tramite internet, voluti dai turbocapitalisti e la differenziazione nonché l’autodeterminazione perseguita dalle comunità nazionali.
E’ ben vero che la singola comunità non è in grado di contrapporsi allo strapotere dell’altra parte e che occorrono quindi alleanze ma, mentre in passato si puntava esclusivamente a strutture stabili come l’ Unione Europea, nella nuova arena sono possibili alleanze temporanee e mobili, che propongo di chiamare ”costellazioni  fluide”,  finalizzate a conseguire obiettivi specifici,  più adattive rispetto al contesto ormai assai  cangiante  dell’offerta e della domanda politica. Ne sono esempi  in Italia  il “patto di governo” fra Lega e Cinque Stelle e  la  contestuale alleanza Lega-Forza Italia – Frateli d’Italia sul piano locale . A livello europeo l’accordo fra i Paesi del  Patto di Visegrad  (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria) e i governi austriaco ed italiano, accomunati dall’interesse a contenere o fermare i flussi migratori incontrollati.
La direzione verso cui si muovono le costellazioni  fluide  non è univoca, come nel vecchio modello, ma plurima e “ad assetto variabile”: ad esempio il Patto di Visegrad allargato trova un supporto nell’attuale Amministrazione americana, che peraltro appoggia anche varie azioni dei turbocapitalisti che hanno sede negli USA. La dinamica delle forze in campo non è più lineare ma complessa.
Anche chi si oppone alle alleanze  nazionali e internazionali citate in precedenza, non può sfuggire alle regole del nuovo campo di gioco, per cui anche le forze progressiste devono accettare, come hanno fatto i sette leader europei summenzionati, di parlare di sovranità e dovranno farlo su costellazioni non necessariamente coincidenti con i membri dell’attuale Unione Europea, per i motivi detti in precedenza e per il fatto che le strutture stabili diventano frequentemente fautrici dell’omologazione (basta pensare al diametro delle zucchine prescritto a tutti i Paesi membri dalle autorità europee) e quindi oggettivamente alleate di chi sta “sopra” e non dei popoli.
Quale  sia il livello più opportuno al quale attribuire  ed esercitare la sovranità sarà probabilmente un tema cruciale del dibattito politico in vista delle elezioni europee del maggio 2019, che non potrà comunque prescindere dall’esame degli interessi nazionali in gioco, al di là e al di sopra delle posizioni di parte frutto della tradizionale distinzione fra destra e sinistra, non più in grado di affrontare il nuovo contesto competitivo della politica. Per giocare un ruolo significativo nel sistema di alleanze sovranazionali, forze di destra, di centro e di sinistra dovranno coalizzarsi in forme diverse, di cui il patto fra Lega e Cinque Stelle è una prima parziale espressione.
Nella manifestazione romana del PD, tenuta il 30 settembre, il Segretario Martina ha detto: “Abbiamo imparato la lezione, ora aiutateci.” E’ un peccato che non abbia detto di quale lezione si tratta. Comunque gli offro questa nota come spunto di riflessione ,sperando che possa essere di aiuto  per scegliere il giusto terreno di gioco.








11 commenti:

Dario Lodi ha detto...

Caro Roberto,



come dico spesso, è il sistema d’ingaggio dei politici che va cambiato. Non si capisce secondo quali competenze e quali capacità ci siano personaggi come Renzi e Martina e molti altri, ovviamente anche di parte avversa. Se penso a Toninelli mi viene l’eczema e se penso a Salvini lo scorbuto. Naturalmente, mancando di presupposti sensati (la Boschi, mio dio!) ecco il cosiddetto populismo di Di Maio che tuttavia peggio dei vari Monti e C. non credo possa fare. Ma, ripeto, non sta qui il punto. Il punto sta nei politici di professione, la maggior parte dei quali dovrebbe limitarsi a vangare. D’altro canto, al mondo finanziario queste mezze figure fanno comodo. Ricordo i fratelli De Rege (per sentito dire, riesumati da Campanini e Chiari) con quel loro tormento: Vieni avanti …

Dario

roberto ha detto...


Dato che il giudizio sui singoli politici è altamente soggettivo, io preferisco ragionare sulle "forme", cioè sui contenitori all'interno dei quali operano le forze politiche e che ne condizionano le scelte. Da questo punto di vista il connubio Lega-Cinque Stelle ha messo in atto alcune innovazioni che hanno mutato il contesto della dialettica politica, dalle quali anche gli oppositori non potranno prrescindere
- il "patto di governo," circoscritto ad alcuni temi, ha reso possibile l'operare abbastanza sintonico di forze diverse
- la "diversificazione" fra alleanze nazionali e locali implica e consente un'elevata libertà d'azione in termini di possibili alternative
- gli"accordi internazionali", anch'essi circoscritti, offrono opportunità di influire sulle dinamiche europee senza disconoscere la realtà istituzionale della UE.
Anche se i contenuti del programma e le cifre su cui si basano sono assai discussi, sul piano del metodo la coalizione gialloverde ha già prodotto risultati.
Ora tocca alle opposizioni trovare nuove forme capaci di ottenere l'apprezzamento degli elettori. Un tema potrebbe essere proprio quello delle regole d'ingaggio da te menzionate che, se credibili e selettive, costituirebberoo un fattore competitivo rilevante.
Ciao.
Roberto

Fulvia Steardo ha detto...



Molto interessante il concetto di "costellazioni fluide"....molto! A presto Fulvia

roberto ha detto...


Mi fa piacere che tu apprezzi.

La fluidità nelle scelte degli elettori è un dato ormai largamente acquisito. Per non essere spiazzate da tale fenomeno, le forze politiche devono necessariamente rispondere sullo stesso piano e, come si dice nel calcio, "giocando a tutto csmpo".
Ciao.
Roberto

Anonimo ha detto...

Condivido l'analisi di Barabino. Aggiungo che siamo in un momento molto critico alle soglie di un riscatto di massa verso il passato dibattito politico e la richiesta di qualcosa di nuovo. Questo spiega semplicemente il successo legacinquestelle che sono i primi ad aver intuito la necessità di cambiare "l'alfabeto del dibattito politico" ed i primi ad essere riusciti nell'intento. Mi spiego meglio con un argomento a me caro, ma che quando lo sollevo mi attiro il sorriso e compassione dei miei interlocutori, i quali però non mi danno convincenti risposte dall'alto della loro consolidata cultura accademica. Mi riferisco alla sovranità monetaria, argomento tabù in ogni dibattito televisivo e dei media. Mi riferisco ai media ed alla TV in quanto, piaccia o no, sono parte integrante e determinante della cultura di massa che determina il voto. Veniamo al punto. La teoria monetaria insegna che la moneta serve ad accelerate lo sviluppo economico. Insegna anche che uno stato può stampare moneta fino a non superare la ricchezza intrinseca dello stato. La ricchezza intrinseca è un dato molto difficile da valutare, su questo siamo tutti d'accordo. La ricchezza intrinseca dipende dai beni materiali disponibili (immobili, materi prime, terreno coltivabile, infrastrutture etc.). Dipende anche dalla intraprendenza ed intelligenza della popolazione. Ora l'Italia possiede, di sola ricchezza tangibile, circa 5.000 miliardi di immobili di proprietà dei cittadini e 5.000 miliardi di risparmi delle famiglie, in totale 10.000 miliardi di Euro.
L'Italia ha un debito di 2.300 Miliardi. Se avessimo la sovranità monetaria che problema ci sarebbe a stampare qualche centinaio di miliardi da gestire oculatamente (cioè con intelligenza politica) per promuovere un vero sviluppo economico coinvolgendo le numerose invidiabili risorse di cui l'Italia dispone (vedi giovani etc.) ? Questi centinaia di miliardi che occorrono vanno stampati e non chiesti ai soliti della finanza internazionale che beneficeranno degli interessi a vita in quanto i debiti statali, la storia insegna, non vengono mai restituiti, ma generano appunto interessi a vita. E' questa la geniale invenzione della blasonata finanza internazionale di cui conosciamo fin troppo bene nomi e cognomi e che gestisce giornali, TV e nuovi media e che ci vuol far credere che il bilancio statale è uguale alle colonne del dare ed avere del nostro conto corrente bancario. Io sono convinto che alla fine, per fortuna, l'italiano possiede nel proprio DNA l'indipendenza e notevoli inaspettate risorse. Questo da molto fastidio a chi vorrebbe governarci per i suoi indicibili interessi (i globalizzatori tramite l'Europa). Nell'aria c'è chi ci vuole affossare ed usa ogni mezzo anche l'immigrazione di cui non ne abbiamo proprio bisogno se non in minima parte per non impoverire la razza secondo una nota esigenza biologica. Diamo ancora credito al famigerato spead quando questo indice rappresenta piuttosto la rabbia degli speculatori globalizzati verso uno stato che non si allinea alle loro regole. Vorrei che qualche economista criticasse e mi dicesse con argomentazioni comprensibili a tutti cosa succederebbe se lo stato decidesse di innalzare il minimo della pensione a 2.000 euro accreditandola sulla carta di credito col vincolo di non poterla usare per prelevare contante dal bancomat. In definitiva dobbiamo smetterla di chiedere soldi in prestito ai soliti noti e piuttosto stamparli. Gli USA hanno stampato tanti di quei dollari che ne hanno perso il conto. Quando Kennedy fece stampare soldi allo stato per diminuire il debito togliendo questa prerogativa esclusiva alla Federal Reserve, sei mesi dopo venne assassinato. Ed alla chetichella ritirarono dal mercato i famosi biglietti verdi che aveva fatto stampare.

roberto ha detto...


Ti ringrazio dell'interessante commento.

Hai toccato un tabù potentissimo che la politica tradiziomale non ha mai voluto affrontare, nè da destra nè da sinistra, in larga parte per l'intreccio d'interessi che la lega ai potentati economici, i quali l'hanno da tempo subordinata ai loro voleri.
Ciò che fa scandalo è che qualcuno ( i Cinque Stelle prima ed ora il governo gialloverde) osi mettere in discussione il primato dell'economia e voglia affrancarsi dal dominio dei turbocapitalisti. E' probabile che si stia tentando di affossare la nuova esperienza governativa italiana che, se proseguisse, potrebbe creare un mutamento nei rapporti di forze non solo a livello europeo: la cartina di tornasole sarà il comportamento delle agenzie di rating: se declasseranno i nostri titolo di Stato a livello "spazzatura", obbligando i grandi investitori a dismetterli, si avrà conferma della predetta intenzione;contrariamente a quanto si afferma comunemente, l'operato di tali agenzie è tuttaltro che oggettivo e guidato da puri parametri tecnici, basta ricordare che sono stati i loro giudizi di "tripla A", cioè di massima affidabilità, dati ai mutui subprime a innescare la grave crisi economica partita nel 2007. Qyesti manipolatori dei mercati finanziari dovrebbero essere privati del potere di cui hanno tanto abusato.

Unknown ha detto...

Mi piace la tua analisi, ma mi sembra troppo idealista e legata ad aspettative dettate da alcuni posizionamenti storici e non da fatti oggettivi. Anche gli entusiasmi di cui leggo nei commenti mi sembrano piú figli del desiderio che figli di analisi di fatti (con tutto il rispetto per gli interlocutori). Nei fatti non ho ancora visto nulla che segnali uno spostamento delle attenzioni verso il mondo "di sotto", cioè un interessante "nuovo" che si profili, ma ho visto solo l'esaltazione dell'imbarbarimento del costume sociale, la denigrazione sistematica delle istituzioni italiane ed europee, una voglia incontenibile di spesa pubblica senza freni, una voglia incontenibile di controllo di tutte le funzioni pubbliche. Nessuno di questi fattori va a tutela del mondo "di sotto"; quindi perché sono coltivati? Temo che stia avenzando una a lungo cercata voglia di demolire l'Italia (demolendene le istituzioni e saccheggiando il risparmio pubblico e privato) e, attraverso questa, l'Europa con l'obiettivo di eliminare un concorrente economico di Trump e un concorrente politico di Putin. Con evidente vantaggio di Trump / Bannon e Putin, i quali non credo proprio che cancelleranno il nostro debito. Ma nessuno di questi eventi ha a che fare col sovranismo né tutela gli interessi degli italiani meglio delle istituzioni attuali opportunamente ri-orientate.
Il M5S non ha cultura sistemica e quindi non si accorge delle enormi opportunitá che gli passano per le mani, e le spreca per correre dietro ai suoi fumi; la Lega la cultura sistemica ce l'avrebbe, ma evidentemente Salvini ha altri interessi rispetto a quelli degli italiani.
Infine contesto l'espressione "primato della politica sull'economia" perché per mangiare tutti i giorni abbiamo bisogno di un'economia che funzioni e non delocalizzi. Altro significato ha invece l'espressione "primato della politica sul potentati", che peró non vedo declinata.

Che cosa dovrebbe fare l'opposizione? Semplice: rubare il programma politico degli altri e declinarlo in modo non suicida e realizzabile.

roberto ha detto...

Integro la risposta a Fulvia Steardo:
Riporto quanto ha scritto La Stampa l’11 ottobre:
“Quando Laura Castelli finisce di parlare, la faccia di tutti i componenti della Commissione Bilancio è quella di chi cerca un pizzicotto per capire se è reale quello che ha appena sentito, La Viceministra dell’Economia, una grillina doc, per toni e pedigree non propriamente indulgenti verso gli avversari, con assoluta pacatezza ammette che il governo precedente di marca PD era “sulla strada giusta” per quanto riguarda la gestione dei conti, le ricette adottate per la finanza locale, i rapporti con l’Europa.” Più avanti viene riportato quanto detto dalla Viceministra in particolare sulll’azione del PD a Bruxelles: “ Non avevo idea si fosse fatto tanto, non è stato abbastanza pubblicizzato”.
Le parole della Viceministra sono un perfetto esempio di cosa intendo dicendo che occorre “giocare a tutto campo”. Non è più necessario dire che l’altra sbaglia sempre e comunque. Riconosenedo i meriti si guadagnano spazi per eventuali convergenze future nell’ottica delle “costellazioni fluide”.

roberto ha detto...

Rispondo a Giorgio Calderaro;

Evidentemente guardiamo il quadro politico da due diversi punti di vista: tu sei preoccupato dalle negative conseguenze che possono derivare dalla sfida lanciata dal governo gialloverde all'establishment italiano ed europeo, io non nego la rischiostà delle iniziative avviate ma la paragono al rischio, a mio avviso assai più elevato, di un'acquiescenz totale della politica nazionale e internazionale ai voleri dei potentati economici transnazionali che perseguono un obiettivo di totale controllo della società occidentale attraverso i condizionamenti economici e finanziari e l'uso manipolativo dei dati personali di ciascun frequentatore di social network. Segnalo al riguardo le denuncia fatta da Brian Acton cofondatore di What App, citando una recente notizia:

Il fondatore di WhatsApp usa Twitter per attaccare Facebook: “Cancellatevi dal social di Zuckerberg”
„Nel 2014, insieme ai suoi soci, stacco' un assegno record da 19 miliardi con il quale cedette la sua app a Facebook. E adesso, a quattro anni di distanza, Brian Acton, co-fondatore di WhatsApp, si affida al suo profilo Twitter per lanciare un messaggio sorprendente: #DeleteFacebook, ossia cancellate i vostri account del social creato da Marc Zuckerberg. “
Acton accusa Zuckenberg di aver violato un preciso accordo di non utilizzo de dati degli utenti di WhatsApp a fini di profilatura. qUesto è un fatto non una posizione idealistica.

Il governo gialloverde sta sostenendo il diritto della politica a guidare le scelte economiche del Paese e quindi ounta anzitutto a riformare fortemente le istituzioni europee, ma non a distruggerle. Si può dubitare ovviamente della sua possibilità di conseguire l'obiettivo ma, inm base al nuovo "campo di gioco" che ho delineato,non vi è dubbio che miri atutelare la comunità nazionale, che è "il mondo di sotto".

Unknown ha detto...

ciao Roberto! come al solito è molto interessante la tua analisi e il confronto con gli altri interlocutori. Certo è evidente che siamo sotto attacco da parte della agenzie di rating che fanno il bello e il brutto tempo. L'Italia è un Paese molto appetibile e molti vorrebbero mangiarci in un boccone. Spero solo che l'attuale Governo non si lasci intimidire e continui a voler concretizzare il programma che si è dato. Il futuro è sempre un'incognita ma magari è meno grigio....

roberto ha detto...


Ciao Eddi,
Mario Draghi ha detto, al convegno del Fondo Monetario Internazionale tenuto a Bali nei giorni scorsi, che è fiducioso sulla possibilità di arrivare fra Italia ed Europa ad un ragionevole compromesso. Ciò significa che la manovra non potrà essere bocciata, il che è un punto a favore del governo.
Anch'io ritengo interessante il dibattito perché consiste in opinioni non allineate: la diversità di idee, civilmente espressa, è il sqale della democraziea e l'unico modo per trovare sintesi utili.