Visualizzazioni totali

martedì 11 novembre 2014

La partita a poker



Con la notizia ufficiosa delle prossime dimissioni di Napolitano è iniziata la partita finale fra le forze politiche prima delle prossime elezioni  che, a seconda del suo esito, potranno essere nella primavera  del 2015 o molto più avanti.
L’arbitro della contesa ha invitato i giocatori a mettere le carte in tavola, dopo aver tentato inutilmente di ottenere da loro risposte soddisfacenti sul piano delle riforme e degli impegni istituzionali.
Ora  ciascuna forza dovrà assumersi le sue responsabilità e correre i rischi conseguenti , non potendo più contare sulla tecnica del  bluff, cioè il rinvio ad oltranza, che conserva le poltrone di maggioranza e di opposizione, ma non consente le soluzioni di cui il Paese ha bisogno.
Al  tavolo ci sono  principalmente quattro giocatori: Berlusconi, Grillo, Renzi  e Salvini. Vediamo le loro posizioni.
Berlusconi è fortemente indebolito dai forti conflitti interni al suo partito, che ha molta difficoltà a controllare, e dalla caduta verticale dei consensi, certificata da vari sondaggi. Ha quindi l’interesse a trovare un accordo, rinnovando il Patto del Nazareno,  per restare al centro della scena, ma  ha il timore che Renzi, una volta approvata la legge elettorale, se ne serva per andare presto ad elezioni e sfruttare il momento a lui favorevole, prima che la crisi tuttora in  corso eroda anche i suoi consensi. Così facendo, però, i contrasti con l’opposizione interna a Forza Italia sono destinati ad acuirsi.
Grillo è riuscito per un pelo a sedersi al tavolo da gioco, da cui si era autoescluso, mediante l’accordo raggiunto col PD sulla nomina di un membro del CSM ed uno della Consulta. Forse sono state le recenti elezioni amministrative, in cui il Movimento 5 Stelle ha avuto, in alcune zone, una caduta impressionante (a Reggio Calabria, ad esempio, è passato dal 28% delle politiche a meno del 2%) a indurlo a scendere dall’Aventino e a cercare di  negoziare scelte politiche rilevanti, cosa che finora si era sempre rifiutato di fare. Grillo è un sostenitore della necessità di andare presto ad elezioni e ciò potrebbe essere la base per una convergenza con Renzi, se Berlusconi non desse una risposta positiva alle richieste fattegli dal Premier. In questa eventualità i due potrebbero battersi , con una nuova legge elettorale molto maggioritaria, per la leadership  nell’agone politico nazionale.
Renzi  è consapevole che, se non riesce a procedere con le riforme tanto annunciate la sua credibilità e quella del Paese ne soffriranno molto, con pesanti conseguenze in termini di aumento dello  spread, di sostenibilità del debito pubblico e di possibilità di contare in Europa,  cosa cui  lui ambisce. Essendo coraggioso e spregiudicato, non c’è dubbio che giocherà  duro, andando a “vedere” i bluff degli altri giocatori. L’ultimatum sulla legge elettorale dato a Berlusconi  rientra in questa strategia.  E’ questo il motivo per cui non condivido l’opinione espressa da Massimo Cacciari  ( di cui peraltro apprezzo molte posizioni) nella trasmissione “Piazzapulita”, secondo cui l’accordo sulle candidature alla Presidenza della Repubblica verrà fatto con chi contribuirà alla nuova legge elettorale. Anche se questo esito non si può certo escludere, penso che Renzi si terrà le mani libere e procederà un passo alla volta, seguendo il principio ormai consolidato “le riforme si fanno con chi ci sta”; quindi i soggetti dell’accordo potrebbero essere diversi nelle prossime “mani” del  poker: legge elettorale, elezione del Presidente, riforma del Senato, Jobs Act.
Salvini è l’outsider, che è riuscito a sfruttare la crisi del  maggiore partito di centrodestra per  trovare uno spazio politico molto ampio, dimostrato dal successo della manifestazione d i piazza a Milano e dalla forte crescita dei consensi  ottenuti nei sondaggi. Oggi Salvini è secondo solo a Renzi  per potenziali preferenze elettorali.  Un forte contributo alla forza della Lega e del nuovo soggetto politico nazionale che da essa potrebbe scaturire verrà certamente dai movimenti  antagonisti della sinistra che, con il loro scriteriato e controproducente assalto al Segretario leghista, testimoniano in modo inequivocabile la presenza di forze antidemocratiche che è necessario arginare e ridimensionare. Ciò può spingere parte dell’elettorato moderato verso chi  a queste forze si oppone senza peli sulla lingua e con determinazione.
Riprendendo quanto avevo scritto nel precedente post, il quadro politico è sempre più in movimento e ciò, anche se comporta grossi rischi, è un bene in quanto dimostra che nessuno, maggioranza e opposizione,  può più vivere di rendita  in un Paese che è ancora sull’orlo del precipizio e in cui il cambiamento “s’ha da fare”, volenti o nolenti.
E’ impossibile dire ora quale sarà l’esito del duro confronto in atto, ma quello che è certo è che  “bisogna stare in partita”: chi si defila, avrà grosse difficoltà a rientrare e potrebbe uscire dal gioco senza alcuna “fiche”.

9 commenti:

Laura Banchelli ha detto...

Bravo Roberto,sei un vero analista,attento e sintetico.perché non vai tu a piazza pulita?saresti migliore di molti partecipanti del momento.

roberto ha detto...

Ti ringrazio dell'apprezzamento.
Se capitasse l'occasione di un intervento, non mi tirerei indietro perchè discutere serve sempre, anche quando ognuno resta delle sua opinione
Roberto

Mario ha detto...

Caro Roberto,

hai scritto una riflessione pregevole.

Consapevole di essere più incline al pessimismo, per una volta voglio invece sperare che “l’acqua sopra la cintola” consenta al sistema politico di fare quelle riforme avviate/annunciate.

Lunga vita a questo governo quindi, purché faccia tempestivamente quanto promesso (che costituisce la precondizione per acquistare tempo sul piano internazionale).

Per cambiare veramente verso alla nostra nazione serve un lavoro in profondità sui valori comuni (istruzione, civismo, cultura, legalità, coraggio, solidarietà, fiducia ecc.) ben più impegnativo.

Un caro saluto.

Mario



roberto ha detto...

Caro Mario,
condivido le tue considerazioni e ti ringrazio delle gentili parole.
Renzi ha potuto verificare con mano, in questa prima parte del suo Governo, la difficoltà e la complessità di "cambiare verso" al Paese che, come giustamente dici, non è solo questione di riforme, ma soprattutto di un cambiamento culturale lungo e faticoso.
Non c'è dubbio comunque che Renzi ci stia provando e lo dimostra la decisione con cui sta rompendo molti tabù della sinistra ( il rapporto con Berlusconi, i legami col sindacato, il potere di veto delle minoranze, la divisione fra imprenditori e lavoratori, ecc) per portare il Paese sulla lunghezza d'onda dei Paesi industriali avanzati.
Ciò gli ha procurato ampi consensi e ovviamente anche forti ostilità.
Il suo "vantaggio competitivo" sugli avversari esterni ed interni è, a mio avviso, la capacità di "sparigliare" (vedi ad esempio il recente accordo con Grillo) e di non farsi invischiare dai riti bizantini della politica romana.
Ciao.
Roberto

Giorgio Dodero ha detto...

Carissimo,

Grazie per il Tuo ottimo blog. Condivido il Tuo parere su Salvini, che mi sembra che si muova abbastanza bene e con coraggio. Vedremo i risultati.

Con i migliori saluti

Giorgio Dodero

roberto ha detto...

Caro Giorgio,
Salvini ha dimostrato fiuto e coraggio, cogliendo e cavalcando problemi veri, sentiti da molti elettori, ma che vengono spesso ignorati per la logica del "politically correct" fino a che diventano cancrena: basta pensare al degrado delle Case popolari a Milano dove si verificano da molto tempo ripetute occupazioni e prepotenze, troppo a lungo tollerate per un diffuso lassismo della maggoranza e dell'opposizione.







Grazie.
Roberto

Fausto ha detto...

Caro Roberto,
non vi son dubbi: Il paese è' sempre sull'orlo del baratro e, volenti e nolenti, il cambiamento s'ha da fare, ma con CHI? Ho avuto e, nonostante tutto, nutro ancora fiducia in RENZI. Il suo grande errore è' stato quello di mettere troppa carne al fuoco e di non essere in grado di gestire la giusta cottura. Troppe sono state le promesse rimaste tali e ciò' anche se solo in parte lo ha penalizzato.Credo sia giunto il momento di agire con un rimpasto di governo. Troppi dei suoi ministri sono privi di esperienza e ciò' sicuramente non favorisce il rispetto degli impegni assunti, non si può' procedere sempre per decreto.Salvini è' troppo lontano dalle mie aspirazioni, anche se debbo riconoscere la sua capacità' di destreggiarsi perfettamente a sfavore di Berlusconi.
Cosa altro dire ? FORSE NOI ITALIANI DOVREMMO CREDERE PIÙ' IN NOI STESSI E SMETTERE DI PIAGERCI ADDOSSO, non credi ?
Un caro saluto
Fausto

roberto ha detto...

Caro Fausto,
sono d'accordo con la tua valutazione: troppe promesse rimaste tali e squadra un pò inesperta ( per gli Esteri è dovuto intervenire Napolitano per garantire uno standing adeguato).
Malgrado ciò, anch'io ho ancora fiducia in Renzi perchè è comunque l'unico che voglia cambiare davvero.
Concordo anche su Salvini.
La fiducia in se stessi è certamente un ingrediente indispensabile per uscire dalla crisi.
Ciao.
Roberto

roberto ha detto...

Dopo il colloquio con il Premier per aggiornare il Patto del Nazareno, Berlusconi ci ha tenuto a far sapere che nell'incontro si era parlato anche di Quirinale e di come affrontare l'elezione del Presidente della Repubblica.
Renzi però non ha dato conferma di questo aspetto. Ciò mi rinforzanell'idea che intenda tenersi le mani libere almeno fino a quando non si vedrà se l'accordo porterà ,nei tempi previsti, all'approvazione della nuova legge elettorale.
In caso positivo l'interlocuzione con Berlusconi andrà avanti. Se invece il dissenso interno a Forza Italia impedisse tale esito, Renzi cambierebbe cavallo puntando su Grillo, interlocutore difficile da gestire ma che forse ha capito la necessità di cercare ulteriori accordi se non vuole sparire dalla scena politica.