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sabato 15 luglio 2017

Parlamentari e cittadini: occhio alle lobby



In un recente editoriale sul Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia, dopo aver esaminato le caratteristiche dell’attuale crisi della politica, ha affermato: “ La desertificazione della politica significa…. ancor maggior potere alle lobby e alle corporazioni di ogni genere, sempre più autorizzate a fare quello che vogliono”.
Un caso esemplare si è verificato recentemente ed ha riguardato  gran parte degli italiani che vivono in una casa con ascensore costruita prima del 1999: in occasione dell’assemblea annuale di condominio, si sono visti presentare la” prescrizione” dell’Ente incaricato delle verifiche periodiche, mirante a far  adeguare il quadro di controllo dell’ ascensore al  fine di garantire la  “precisione millimetrica di fermata al piano”, il che comporta un esborso non indifferente.
In realtà tale prescrizione è  un abuso perché la normativa vigente (D.P.R. 162/99), che ha recepito integralmente la Direttiva europea sugli ascensori  prevede la predetta precisione solo per gli impianti costruiti dopo la sua entrata in vigore mentre, per gli impianti precedenti, valgono le norme esistenti  al momento della costruzione.
Esiste poi la norma UNI EN 81-80, resa pubblica in Italia nel 2006 ma emessa da un ente privato, che mira a favorire una progressiva  omologazione delle diverse normative dei Paesi europei e contiene una serie di raccomandazioni, fra cui quella  riguardante la precisione di fermata, che possono essere usate – come dice testualmente la norma -  dalle “Autorità nazionali  nel determinare un proprio programma di implementazione graduale  tramite un processi di filtro, in modo praticabile e ragionevole basandosi sul livello di rischio…. e su considerazioni sociali ed economiche”.
Si tratta quindi di raccomandazioni, non di prescrizioni, da attuare, se gli Stati lo ritengono opportuno, in un percorso che necessariamente richiede tempo e disposizioni normative adeguate per essere valido. Nel nostro Paese, invece, si è cercato di imporre globalmente,  senza alcuna gradualità e  in modo retroattivo  tale  norma , prima con il c.d. “Decreto Scaiola” del 2005 (D.M. 26/10/2005) , impugnato dalla Confederazione Italiana della Proprietà edilizia e poi lasciato decadere dallo stesso Ministero per mancata indicazione delle  norme applicative.
Un secondo tentativo, analogo al precedente,  è stato fatto con un altro decreto ministeriale ( D.M. 23/7/2009) che è stato pesantemente  bocciato dal TAR del Lazio nel 2010 per vizio di legittimità in quanto introduceva  adempimenti  non previsti da normative dell’Unione  Europea e in violazione delle norme sulla formazione dei regolamenti amministrativi.  . Il TAR del Lazio ha espresso una censura molto forte al Decreto “ in primo luogo perché la raccomandazione non costituisce fonte di diritto, in quanto priva di carattere imperativo; in secondo luogo perché a differenza di una direttiva, non impegna gli Stati membri, i quali restano del tutto liberi di recepire o meno i suoi suggerimenti”. Inoltre “il decreto impone ai privati proprietari pesanti prestazioni personali e patrimoniali al di fuori di qualsiasi prescrizione legislativa”. Infine: “Ciò che colpisce nell’esame dell’intera vicenda è che con palese sviamento di potere l’impugnato decreto non è stato affatto adottato al fine di garantire una più efficace tutela contro i rischi ma per…rilanciare l’edilizia e per….finalità occupazionali, cioè per salvare posti  di lavoro, senza preoccuparsi delle ricadute gravissime che tale politica ha sull’economia delle famiglie”.
Ora le Associazioni degli ascensoristi  hanno presentato una nuova  proposta di modifica della normativa vigente  al  fine di imporre un rilevante e oneroso  numero  di adeguamenti, fra cui quello della precisione di fermata, agli impianti costruiti prima del 1999.
Ma non basta: con una impropria e forzata interpretazione di un altro Decreto Ministeriale (D.M. 22/01/2008 n. 37) e in palese contrasto con la proposta di modifica normativa predetta, si è affermato che “ il DPR 162/99 va applicato a tutti gli ascensori, prescindendo dalla relativa data di messa in esercizio”, mentre il decreto citato dice” per la manutenzione degli impianti di ascensori e montacarichi in servizio privato si applica il DPR n. 162/99 e le altre disposizioni specifiche”, che sono appunto le norme preesistenti, valide per gli impianti precedenti l’entrata in vigore del DPR.
 E, su questa semplice  e infondata base, si sono emanate le prescrizioni ai condomini, di cui si parlava all’inizio, che sono quindi totalmente illegittime e impugnabili perché contrarie alle norme vigenti.
Chiediamo ai Parlamentari che intendono tutelare il bene comune e non interessi privati, di opporsi alla proposta  dell e nominate Associazioni, se verrà formalmente presentata alle Camere, e ai cittadini di opporsi all’ approvazione degli adeguamenti , anche se già avvenuta in assemblea, facendo ricorso tramite le Associazioni dei Consumatori.
E’ necessario agire per evitare che si realizzi la triste previsione fatta da Galli della Loggia, di una capitolazione dello Stato di fronte ai poteri privati organizzati , che pretendono di forzare le norme a  proprio uso e consumo e in danno della generalità dei cittadini.

7 commenti:

roberto ha detto...

Caro Roberto, purtroppo le lobby ci sono sempre state e da sempre condizionano qualunque strategia politica. Oggi, hai ragione, più che mai e non solo in Italia. Basta vedere chi governa il mondo, ovvero Trump, un improvvisato balbettante. Mi ricorda l’assassino pasticcione interpretato da Raymond Burr (che mi perdoni) nel film “La finestra sul cortile” di Alfred Hitchcock. Con il successo della finanza, le cose sono veramente peggiorate. Più che ammonire la politica, come fa Galli della Loggia, credo si dovrebbe sensibilizzare il mondo civile, come fai tu. Il mondo civile è assai migliore di quello posticcio in cui viviamo.

Ciao, Dario

roberto ha detto...


Caro Dario,
anch'io sono convinto che è dalla società civile che deve venire la spinta a cambiare uno stato di cose che ha ben poco a che fare con la democrazia e con la corretta gestione dei pubblici poteri.
Se il controllo viene esercitato dal basso è più efficace che se viene calato dall'altro, anche perché spesso il controllante e il controllato tendono a confondersi, come nel caso degli ascensori.
Bisogna tenere gli occhi aperti e reagire ai soprusi.
Ciao.
Roberto

Enzo Arditi ha detto...

La tua denuncia è molto opportuna perché svela comportamenti inaccettabili. E’ l’ora di smetterla di caricare i proprietari di case di ulteriori e inutili balzelli.
Farò circolare il tuo articolo nel mio condominio e in quelli di alcuni parenti per le azioni necessarie.
Ti ringrazio per quanto fai e ti saluto cordialmente.
Enzo Arditi

roberto ha detto...


Ringrazio te dell'apprezzamento e sono lieto che tu abbia deciso di agire.
Ribadisco che il controllo va fatto dal basso: delegare è inutile.
Ciao.
Roberto

roberto ha detto...


Il primo commento a questo post è di Dario Lodi, inviatomi via mail.
Nel pubblicarlo si è verificato un disguido che ha portato all'omissione del nome dell'autore. Chiedo venia.
Roberto

Unknown ha detto...

Il caso in questione non è che l'ennesimo in cui si scaricano malamente balzelli sui cittadini in nome di qualche principio superiore, in questo caso la sicurezza; un altro esempio sono gli oneri di sistema nelle bollette elettriche, in cui i costi degli investimenti sono di fatto totalmente scaricati in quota fissa sulle seconde case. E poi quante volte abbiamo visto "manine" inserire o togliere codicilli da dispositivi di legge, cosí stravolgendoli?

Potere delle lobby che sanno fare il loro mestiere? Imbecillitá della burocrazia e della classe politica che in nome di un qualche ventilato principio superiore perde le capacitá valutative di oneri e benefici? Delirio di onnipotenza di normatori scatenati?

È che manca un sistema di valutazione civile delle leggi in promulgazione, che cosí restano figlie delle ideologie e dei compromessi di palazzo. Il quale palazzo guarda solo ai suoi equilibri e dei cittadini se ne frega.
Serve un sistema organizzato di controllo dal basso, tanto piú attento quanto piú le materie trattate sono complesse.

roberto ha detto...


Il caso delle bollette elettriche ( ma anche del gas, dell'acqua, ecc.) è forse il più eclatante di tutti perché, mentre un tempo la parte fissa era minima e l'importo delea bollette era proporzionale ai consumi, oggi anche si si consuma zero, come nelle seconde case durante la bassa stagione, le bollette sono diventate salatissime perchè la parte fissa è esorbitante e dovuta a voci assurde come "spese per gestione del contator"? (quale gestione?). Questa deriva è iniziata da quando esistono, per i diversi servizi pubblici, le c.d. "Authority" che dovrebbero regolare e controllare i fornitori e invece li hanno favoriti a scapito dei clienti, consentendo loro una rendita indipendente dalle vendite effettive.
E' uno scandalo epocale, contro il quale bisogna battersi anche sollecitando le associazioni dei consumatori che non mi sembrano particolarmente attive su questo piano.
Dopo le ferie vorrei parlartene a voce per far partire un'iniziativa incisiva, se sei d'accordo con l'idea.
Ciao.
Roberto